Fasi della Produzione Artigianale del mattone
Il processo di lavorazione del cotto parte
dalla primissima fase che è quella
dell’estrazione dell’argilla. Una
volta estratta dalla cava,
l'argilla viene posta nel
"cretaro", un piazzale all'
aria aperta dove, grazie all'effetto degli agenti atmosferici ( acqua, gelo e
sole), subisce la prima fase naturale della lavorazione. Solo a questo punto l'
argilla viene ripresa per essere amalgamata con acqua ottenendo l'impasto pronto
per essere modellato al banco.
II maestro
"fornaciaro" riempe lo "stampo" con un pane di argilla e con il "regolo"
la livella creando un
mattone che, una volta sformato, sarà pronto per l'
essiccatura.
Le sagome di argilla, a seconda della loro grandezza e del loro spessore,
vengono fatte riposare stese a terra sulle "piazze" riscaldate per
circa per 2-3 giorni, dopodichè vengono impilati in "Gambette" affinchè l'aria
possa far perdere tutta l' umidita ai
mattoni prima della cottura.
Durante i giorni dell'essiccatura si provvede alIa "rasatura" dei bordi
effettuata rigorosamente a mano tramite l' ausilio della "stecca".
La fase più delicata della produzione è la
cottura. E' necessario, infatti,
prendere ogni singolo mattone, ormai essiccato e rasato, e collocarlo
all'interno di particolari forni in cui raggiungerà
una temperatura di circa
1000°C.
La disposizione dei pezzi unitamente alla scelta dei tempi e delle temperature
di cottura deve permettere al fuoco di avvolgere il mattone in ogni sua parte,
ottenendo una cottura uniforme che non lo danneggi o lo deformi.
Dopo la cottura il mattone acquisisce quella forza che lo rende eterno e quella
bellezza che ne fa da secoli uno dei materiali più apprezzati. E' cosi che ogni
singolo pezzo viene lavorato con maestria assumendo diverse sfumature che
accostate creano un rivestimento caldo e unico che sa valorizzare ogni ambiente.